Voi ci uccidete ma noi non moriremo mai

cervi

La storia dei Fratelli Cervi è una storia che parte dalla fine, quella dei sette Fratelli Cervi e di Quarto . Dallo sparo unisono che alle 6,30 del 28 dicembre 1943 falciò al Poligono di Tiro di Reggio Emilia le vite di Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore insieme al compagno di lotta di Guastalla. Alcune ricostruzioni collocano il momento della fucilazione in altra ora. Tutte concordano sulla “discrezione” dell’eccidio: i documenti ufficiali rassicurano l’autorità sulla assenza di sguardi indiscreti. Così avvenne per la frettolosa tumulazione delle salme, ad evitare una qualunque forma di pubblica riconoscibilità di quell’atto madornale.

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Tina bella, ciao

anselmiUno dei rimpianti della storia repubblicana italiana può certamente essere considerato quello di non aver eletto Tina Anselmi Presidente della Repubblica.

La partigiana “Gabriella” è stata sindacalista, politico, prima donna Ministro,  esponente di punta della Democrazia Cristiana ammirata  dalla sinistra, anche quella più radicale.

Affrontò  la Presidenza della Commissione sulla P2 indagando a fondo quel buco nero in cui la Repubblica stava per essere inghiottita con dedizione e caparbietà.

Un lavoro immane ed anche pericoloso che, a ben pensarci, altro non era che il naturale prosieguo della sua attività antifascista.

Con lei si spegne un riferimento per tutti coloro che credono nella democrazia rappresentativa. Tina Anselmi ha dimostrato come il “lavoro” di politico possa essere svolto con onestà e capacità anche per tutta la vita, mettendosi al servizio della comunità senza alcun tornaconto personale.

Da Genova ad Ankara : viaggio nella deriva della democrazia

Diaz-g8-di-genova-sitoIl quindicesimo anniversario dei tragici eventi che fecero da contorno al G8 di Genova, per una singolare e significativa coincidenza, vanno ad innestarsi sul dibattito sulla deriva autoritaria che anche un governo democraticamente eletto, come quello turco, può decidere di percorrere.

L’irruzione all’interno della scuola Diaz e le torture presso la caserma di Bolzaneto furono una drammatica ed inammissibile sospensione dei diritti democratici : il principio della intangibilità del corpo, anche di quello degli arrestati e dei prigionieri, che distingue una democrazia da una dittatura, fu palesemente violato in nome di una repressione fanatica che alcuni settori delle forze di Polizia attuarono approfittando del clima politico che allora circondava l’evento ligure.

Il ruolo dei media fu fondamentale: l’utilizzo del telefonino come videocamera permise di evitare che tutto si chiudesse con una verità ufficiale di comodo (come avvenuto in diverse altre occasioni negli anni precedenti) e permise di inchiodare gli autori di quelle nefandezze alle proprie responsabilità politiche e morali, prima ancora che a quelle giuridiche che per la verità sono state piuttosto deludenti, non avendo ancora introdotto in Italia il reato di tortura.

turchia_arrestati_twitter_cnn-e1468925779603Analogamente oggi in Turchia, le immagine dei corpi ammassati e nudi degli arrestati a seguito del fallito e controverso golpe militare, impongono una riflessione seria sul ruolo dei sistemi democratici. Non è sufficiente che un governo si definisca democratico esclusivamente sulla base del voto che lo ha legittimato: la democrazia va esercitata ogni giorno, soprattutto nei confronti di chi la pensa diversamente ed a cui va riconosciuta la possibilità di esprimere sempre e comunque la propria opinione e a cui va garantita la possibilità di candidarsi ad alternativa di governo.

Sembra un’ovvietà ma gli arresti avvenuti proprio in Turchia, negli anni scorsi, di giornalisti scomodi e di oppositori politici, ma anche i fatti di Genova 2001 ci inducono a pensare che anche in democrazia la conquista dei diritti fondamentali non è mai un’ovvietà.

Je suis gay

new-york-pride_custom-1cc8e4e8338854f3d0cda61126fb715fa3cfe07b-s1300-c85E’ strano il popolo della rete. Il popolo che trasuda giustamente indignazione contro il politico imbroglione, contro Equitalia che se la prende col pensionato, contro il terrorista arabo che uccide innocenti , contro il pedofilo della porta accanto che viola l’innocenza dei bambini.

E’ strano il popolo della rete che solidarizza con Parigi attaccata dai terroristi, che mostra le matite a favore della satira, che piange il bambino morto cullato dalle onde del mare, che colora le bacheche di bandiere della pace, che mostra i nastrini ad ogni piè sospinto, che è sempre un je suis qualcosa.

Ma ora quel popolo dov’è?
Poche reazioni alla strage di Orlando, una strage così lontana dall’Italia, geograficamente ma soprattutto civilmente. E allora forse si capisce perché ci sono voluti decenni per avere uno straccio di legge sui diritti civili, perché si riconoscesse che la discriminazione sessuale è odiosa quanto quella razziale. (altro…)

Una giornata particolare

wp-1464380654545.jpgIeri ho avuto modo di partecipare allo sbarco di 1.017 persone al porto di Salerno. È stato il terzo sbarco in cui ho collaborato come mediatrice culturale, lo sbarco più corposo tra i tre. Ammetto che non è stato per nulla semplice gestire alcuni momenti della giornata di ieri; all’improvviso mi sono ritrovata da sola in mezzo ad una miriade di ragazzi, tutti provenienti dall’Africa Subsahariana.

Per quanto riguarda la suddivisione dei compiti, nello specifico non c’è una mansione ben definita anche se noi mediatori cerchiamo di accelerare le procedure di identificazione. Facciamo compilare dei moduli in cui il migrante deve inserire nome, cognome, data di nascita, paese di provenienza, sesso e firma. Per i minori non accompagnati e i nuclei familiari facciamo delle annotazioni a margine del modulo. (altro…)

Enzo Tortora, un uomo innocente

Tortora2“Se uno viene preso in piena notte, qualcosa avrà fatto”: le sferzanti parole scritte da Camilla Cederna alla notizia dell’arresto di Enzo Tortora sintetizzarono in maniera plastica il giudizio prevalentemente colpevolista che attraversò  l’opinione pubblica in quella estate del 1983. Immediatamente si creò  un corto circuito mediatico- giudiziario che produsse le immagini di Tortora con le manette che viene accompagnato dai Carabinieri  in mezzo ad una ressa di telecamere e fotografi  e quelle agghiaccianti scattate nel carcere ove era rinchiuso.

Fu solo l’onestà intellettuale di una grande penna, Enzo Biagi, che assieme a pochi altri cominciò ad avanzare dubbi sulla più brutta vicenda giudiziaria del nostro Paese. (altro…)

#‎UnioniCivili‬ ‪#‎ItaliaCivile‬

UnioneCivile3L’approvazione della legge sui ‪#‎diritticivili‬ conduce il nostro Paese nel novero delle Nazioni civili, ossia di quelle Nazioni che riconoscono il principio che i diritti di ciascun individuo, fino a quando non ledano quelli altrui e gli interessi generali dello Stato, vanno tutelati sempre, a prescindere anche dal personale orientamento sessuale o dalle modalità con cui si decide di sancire il proprio legame affettivo.

Tutti conosciamo il travagliato iter parlamentare della legge frutto di decenni di dibattito, spesso contraddistinto anche da una buona dose di oscurantismo ideologico.

Ancora forte è il rammarico di non aver potuto inserire nelle nuove norme, approvate definitivamente oggi, la disciplina della stepchild adoption. (altro…)

Le persone al centro: pari opportunità e welfare

VNV21_071Inclusione sociale, sviluppo e sicurezza costituiscono i principi ispiratori di questo documento programmatico.
Il nostro approccio ai temi dell’equità e dell’inclusione sociale si basa sull’immenso potere dei piccoli passi e della forza delle “rete” intesa come condivisione di conoscenza, di sapere e di opportunità tra cittadini.
D’altronde, è anche l’unico approccio possibile nelle attuali condizioni di sostanziale paralisi che le politiche di bilancio pubbliche stanno subendo, a causa della crescente scarsità di risorse. Ed è anche l’approccio delle smart cities, perché una città intelligente è quella che usa al meglio le risorse che ha, per fare i passi più lunghi che può.
Una città intelligente è una città che incentiva le politiche di conciliazione vita-lavoro (altro…)

Il mare ed il bambino

AylanIl mare ed un bambino: un binomio che fino ad ieri ci faceva pensare alle vacanze, ai giochi in acqua, alle palette ed ai castelli di sabbia da costruire e poi divertirsi a distruggere. E invece da oggi abbiamo negli occhi e nel cuore l’immagine del mare che adagia sulla battigia un bambino che sembra dormire cullato dalle onde e che invece sappiamo non si sveglierà mai più.

E siamo increduli,addolorati, sgomenti.
E ci indigniamo nei confronti dei terroristi e dei guerrafondai ed accusiamo l’Europa e il Governo per le loro inefficienze.

Ma questa rabbia che invade il web ed i mass-media dove era nascosta fino ad ieri?
Nei discorsi da treno del tipo: “io non sono razzista, ma….” ? Oppure nell’idea che gli extracomunitari ci rubano il lavoro?

E anche nella nostra piccola realtà cittadina, tutti ci siamo allarmati quando si ventilò l’ipotesi che la Caserma Tofano potesse ospitare dei profughi. Perché l’accoglienza è una gran cosa purché la si faccia non a casa nostra.

Ed allora riflettiamo tutti davanti alla fotografia di Aylan ripensando alle nostre misere ipocrisie che hanno creato i presupposti affinché il mare ed un bambino si palesassero in un’ immagine di morte.