Da Genova ad Ankara : viaggio nella deriva della democrazia

Diaz-g8-di-genova-sitoIl quindicesimo anniversario dei tragici eventi che fecero da contorno al G8 di Genova, per una singolare e significativa coincidenza, vanno ad innestarsi sul dibattito sulla deriva autoritaria che anche un governo democraticamente eletto, come quello turco, può decidere di percorrere.

L’irruzione all’interno della scuola Diaz e le torture presso la caserma di Bolzaneto furono una drammatica ed inammissibile sospensione dei diritti democratici : il principio della intangibilità del corpo, anche di quello degli arrestati e dei prigionieri, che distingue una democrazia da una dittatura, fu palesemente violato in nome di una repressione fanatica che alcuni settori delle forze di Polizia attuarono approfittando del clima politico che allora circondava l’evento ligure.

Il ruolo dei media fu fondamentale: l’utilizzo del telefonino come videocamera permise di evitare che tutto si chiudesse con una verità ufficiale di comodo (come avvenuto in diverse altre occasioni negli anni precedenti) e permise di inchiodare gli autori di quelle nefandezze alle proprie responsabilità politiche e morali, prima ancora che a quelle giuridiche che per la verità sono state piuttosto deludenti, non avendo ancora introdotto in Italia il reato di tortura.

turchia_arrestati_twitter_cnn-e1468925779603Analogamente oggi in Turchia, le immagine dei corpi ammassati e nudi degli arrestati a seguito del fallito e controverso golpe militare, impongono una riflessione seria sul ruolo dei sistemi democratici. Non è sufficiente che un governo si definisca democratico esclusivamente sulla base del voto che lo ha legittimato: la democrazia va esercitata ogni giorno, soprattutto nei confronti di chi la pensa diversamente ed a cui va riconosciuta la possibilità di esprimere sempre e comunque la propria opinione e a cui va garantita la possibilità di candidarsi ad alternativa di governo.

Sembra un’ovvietà ma gli arresti avvenuti proprio in Turchia, negli anni scorsi, di giornalisti scomodi e di oppositori politici, ma anche i fatti di Genova 2001 ci inducono a pensare che anche in democrazia la conquista dei diritti fondamentali non è mai un’ovvietà.