Enzo Tortora, un uomo innocente

Tortora2“Se uno viene preso in piena notte, qualcosa avrà fatto”: le sferzanti parole scritte da Camilla Cederna alla notizia dell’arresto di Enzo Tortora sintetizzarono in maniera plastica il giudizio prevalentemente colpevolista che attraversò  l’opinione pubblica in quella estate del 1983. Immediatamente si creò  un corto circuito mediatico- giudiziario che produsse le immagini di Tortora con le manette che viene accompagnato dai Carabinieri  in mezzo ad una ressa di telecamere e fotografi  e quelle agghiaccianti scattate nel carcere ove era rinchiuso.

Fu solo l’onestà intellettuale di una grande penna, Enzo Biagi, che assieme a pochi altri cominciò ad avanzare dubbi sulla più brutta vicenda giudiziaria del nostro Paese.

La condanna di Enzo Tortora fondata su grossolani errori, indagini lacunose, prove inesistenti, è diventata il paradigma assoluto della “malagiustizia” in Italia, e diede lo spunto persino per l’indizione di un referendum abrogativo sulla esclusione della responsabilità civile dei magistrati.

L’assoluzione arrivata in appello e divenuta poi definitiva se da un lato cancellò l’infamia giudiziaria, dall’altro non servì a fermare il male che si era ormai impossessato di Enzo Tortora e che lo condusse alla morte.

Ma la storia di Enzo Tortora si ricorda anche perché paradigma della sostanziale impunità di chi sbaglia: nessun magistrato pagò per quella serie impressionante di errori e negligenze, anzi la loro carriera continuò senza particolare intoppi fino a ricoprire posti di rilievo ai vertici giudiziari.

La kafkiana vicenda del cittadino Enzo Tortora richiama alla mente, ancora oggi, i rischi che l’utilizzo spregiudicato del potere giudiziario, come di qualsiasi altro potere, può trasformare i meccanismi democratici in un incubo infinito degno dei peggiori regimi dittatoriali.

Un incubo che diventa fatale quando, come accadde nel caso Tortora, viene supportato da un’opinione pubblica facilmente manipolabile e pronta a condannare, ancora prima del processo, chi dalla stelle precipita, seppur ingiustamente, nella polvere della vergogna.

Il caso Enzo Tortora – Un uomo innocente