La Cultura come qualità della vita

Il dinamismo dell’archeologia | VivaNoceraViva

Il Tavolo 2 è stato arricchito dal contributo di rappresentanti di associazioni culturali, operatori ed esperti del settore e numerosi cittadini interessati ai temi della cultura e del patrimonio storico.
VNV21_032L’idea di partenza è stata la valutazione della possibilità di rendere la cultura, in tutte le sue declinazioni (attività culturali, patrimonio storico e archeologico, eccetera), uno dei settori trainanti dell’economia cittadina, in considerazione dell’attuale tendenza, che vede Nocera proiettata verso un futuro di centro di produzione ed esportazione di servizi sull’area vasta.

dinaLa cultura, oltre ad arricchire il capitale umano locale e rafforzare la coesione e la cosapevolezza della comunità, potrebbe diventare uno dei servizi che Nocera fornisce all’area vasta, e come tale generare entrate locali grazie all’afflusso di visitatori che consumano e sostano sul territorio cittadino. Se sostenuta sistematicamente e strutturalmente dagli attori del territorio e dalla comunità locale, la cultura può diventare essa stessa generatrice di entrate. Le attività che al momento sono affidate all’iniziativa di appassionati e volontari possono diventare altrettante occasioni imprenditoriali. Un famoso e controverso ministro dell’Economia e delle Finanze di un Governo di qualche anno fa, all’inizio della crisi disse: “Di cultura non si mangia” per giustificare i disastrosi tagli di bilancio. E questo dimostra l’arretratezza della “cultura” economica di quel ministro, dato che nel XXI secolo tante terre mangiano con la cultura, nelle zone più avanzate del mondo. E questo sarebbe tanto più facile nelle nostre zone, che in questo settore possono vantare vantaggi competitivi non indifferenti!

Numerose sono le buone prassi italiane da prendere a modello in questa prospettiva, centri urbani non molto diversi da Nocera in quanto a dimensioni, come per esempio la Città di Mantova, che grazie alle sue rassegne culturali (festival della letteratura, film festival, festival della filosofia) è stata eletta capitale italiana della cultura 2016.

Cosa rende Nocera diversa da Mantova?
I partecipanti hanno analizzato i punti di forza e i punti di debolezza del sistema locale dei beni e delle attività culturali.

PUNTI DI FORZA:

  • numerose piccole e medie iniziative culturali disseminate su tutto il territorio comunale e in tutto il corso dell’anno;
  • numerose associazioni culturali o soggetti che comunque producono cultura (per esempio, anche i locali della movida che organizzano letture pubbliche ed esibizioni di gruppi musicali);
  • ricco patrimonio monumentale e archeologico;
  • ruolo storico secolare della comunità nocerina (cittadini nocerini illustri e vicende storiche che hanno avuto corso a Nocera).

PUNTI DI DEBOLEZZA:

  • sistema istituzionale locale che non favorisce lo sviluppo e l’espansione delle attività culturali, ma spesso le ignora (Comune, Scuole) o addirittura le ostacola;
  • scarsa conoscenza e consapevolezza nei nocerini delle tradizioni storiche e del patrimonio monumentale e archeologico che possiedono;
  • insufficiente manutenzione, fruibilità e valorizzazione del patrimonio storico e archeologico;
  • frammentarietà delle iniziative culturali e del sistema di operatori culturali in generale.

I partecipanti si sono interrogati sui modi per superare i punti di debolezza e sfruttare al meglio i punti di forza del territorio, giungendo a diverse proposte.

1. Una città che voglia essere riconosciuta come centro culturale deve innanzitutto avere forte la consapevolezza del proprio heritage, di quel complesso di tradizioni e di beni di valore storico che creano e rinforzano il senso di comunità. Un modo per cominciare potrebbe essere coinvolgere le scuole del territorio in iniziative informative, seminari, incontri, passeggiate con alunni e studenti, affinchè conoscano il proprio passato e i tesori della loro Città.

La valorizzazione dei beni monumentali e archeologici richiede innanzitutto una loro corretta pulizia e manutenzione. Possono rivivere diventando stabilmente luoghi di eventi e attività della comunità, per cui la loro fruibilità deve essere massima. Per aumentare la conoscenza dei monumenti nocerini, potrebbero essere utilizzate app e altri strumenti delle nuove tecnologie.

2. La pluralità di soggetti che fanno cultura è una ricchezza per Nocera, ma diventa un punto di debolezza quando produce frammentazione. L’idea è di concentrare le numerose iniziative in un periodo dell’anno e unirle sotto un unico brand. Il fil rouge potrebbe riguardare la storia di Nocera e la sua proiezione nel futuro, e quindi comprendere sia iniziative di valorizzazione della storia e del patrimonio cittadino (festa patronale, eventi organizzati in luoghi storici come il Castello Fienga e la Caserma Tofano), sia le attuali iniziative che coinvolgono i bambini, sia iniziative di promozione di performance innovative nel settore della musica e in altri settori culturali (un’idea venuta fuori al tavolo riguarda un festival di graffiti o murales in luoghi in disuso, ottenendo così anche risultati in termini di rigenerazione urbana). I vantaggi sarebbero molteplici: sarebbe molto più facile ottenere risultati presso gli attori istituzionali interagendo insieme ma con una sola voce e programmando le attività per tempo; si abbatterebbero i costi per la comunicazione e la pubblicità; si abbatterebbero i costi organizzativi; si moltiplicherebbe la risonanza di ciascuna iniziativa. Tutto questo, mantenendo ciascun soggetto e ciascuna iniziativa la propria identità e le proprie peculiarità.

Claudio De Angelis e Dina Pagano