Assemblea PD: intervento Paolo Donnarumma

Voglio iniziare questo mio breve intervento ponendo un interrogativo: cosa rappresenta per ciascuno di noi questa giornata. Ovviamente, per dare la possibilità a tutti di rispondere, di esprimere il proprio pensiero avremmo dovuto dedicare al dibattito maggior tempo, caricare di maggior importanza questo momento, e non quello successivo della semplice votazione, come forse sarebbe stato opportuno fare perché di cose da dirci, o rinfacciarsi al limite, ne abbiamo, soprattutto in situazioni come la nostra nella quale da tempo immemore è assente un dialogo franco e un confronto maturo.

Anche se, col passare dei mesi, questa volontà di confronto e di dialogo è riaffiorata, ma, purtroppo, accompagnata dalla totale mancanza di rispetto per le idee, per il lavoro e soprattutto per le persone che in questi mesi si sono impegnate per uno scopo un po’ più alto del solito. Cioè ridare vigore e importanza alla nostra comunità, alla nostra città.

Qualcuno ha vissuto questi mesi con timore e con molto scetticismo. Timore rispetto a questo giorno, atteso con gli occhi di chi guarda il confronto e il dialogo come un muro che divide e non come un momento di democrazia. Addirittura vivendo tutto questo come una novità, come se nei congressi, o assemblee degli iscritti, il confronto fosse bandito o, come forse qualcuno si aspettava, si arrivasse ad oggi col pacchetto già bello e pronto.

Scetticismo rispetto alla efficacia, alla fattibilità delle nostre idee. Ritengo che l’aver messo nelle condizioni ragazze, ragazzi, donne e uomini di ritrovare la loro importanza in un progetto di ampio respiro, attesti già l’efficacia e la fattibilità di quanto in questi sei mesi abbiamo detto. Per non parlare di alcune delle proposte nate dalla ormai famosa e invidiata iniziativa programmatica di San’Antonio, che hanno in parte trovato concretezza animando il dibattito politico cittadino. Un’iniziativa aperta a chiunque volesse dare il proprio contributo per una nuova prospettiva, che ha visto la partecipazione di un centinaio di persone spinte dalla voglia di confrontarsi e di mettersi in gioco o semplicemente dalla curiosità. Ma, ahimè, è stata vissuta anche questa con forti perplessità e non come un
momento di condivisone delle idee.

E’ per questo timore e scetticismo che negli ultimi mesi c’è stato chi ha messo in piedi un vocio da marciapiede, da bar fatto di attacchi personali, di offese nei confronti di chi ha sempre ottemperato al proprio dovere con responsabilità e spirito di partito quando altri perdevano tempo tra virgole e inutili particolari.

Questo timore e scetticismo che ha spinto alcuni a fare un salto indietro nel tempo e di riportare dentro al partito personalità che hanno sì ricoperto ruoli importanti in passato ma di un passato che si pensava avessimo lasciato tutti alla spalle. E in merito a questo permettetemi di ringraziare la federazione provinciale Pd e la commissione di garanzia che si sono attivate prontamente per far sì che le norme statutarie fossero rispettate, e aggiungo che chi si candida a ruoli apicali all’interno di un partito o semplicemente è classe dirigente di un partito debba conoscere
almeno le regole essenziali del gioco e cercare di farle rispettare.
Infine, tornando all’interrogativo iniziale, per quanto mi riguarda, voglio che questa giornata rappresenti tutto fuorché il timore e lo scetticismo di questi mesi.

Voglio che questa giornata rappresenti il momento di riflessione più sincera e costruttiva degli ultimi anni; voglio che chi ha davvero a cuore le sorti di questo partito, che ha qualche capello bianco in più e qualche battaglia in più alle spalle sostenga le speranze dei tanti giovani presenti qui quest’oggi, dei tanti giovani che hanno deciso di dedicare un pezzo della loro vita per ridare slancio a questa comunità di donne e uomini che si ritrovano nel Partito Democratico; dando a questi l’opportunità di mettersi in gioco in un partito troppo arroccato sulle proprie convinzioni.
Convinzioni che, per quanto rispettabili possano essere, negli ultimi appuntamenti elettorali sono state bocciate dalla città intera, relegandoci ad occupare un ruolo marginale e a non essere reattivi, e per niente propositivi su quelle criticità e quelle tematiche avvertite dai cittadini.