Assemblea PD: intervento Dina Pagano

Ora vi racconto la mia breve storia politica, non perché sia particolamente interessante, ma perché è abbastanza emblematica di quello che è CambiaMenti.

Fino al 2010 sono stata una semplice elettrice democratica. Amavo la politica, ma vivevo quella locale come una passante che guarda una vetrina di un negozio chiuso.
Attraverso il vetro, ho assistito alla profonda crisi che ha vissuto il PD qui a Nocera, consumato da conflitti interni per me incomprensibili per un Partito che stava amministrando la Città e arrovellato dai personalismi. E intanto la mia passione politica, quella voglia di partecipare continuavo a sentirla sempre più forte, e il mio Partito mi faceva imbestialire ogni volta che aprivo un giornale locale.

Ho incontrato, in quei mesi, decine di persone appassionate come me, che non chiedevano altro che partecipare. Persone che avevano sempre votato per il PD, e prima ancora per l’Ulivo, che magari si erano anche candidate con noi, ed erano come me imbestialite per la situazione in cui versava il nostro Partito qui in Città. Alcuni, come me, in quei mesi trovarono altri spazi politici per esprimersi.

Ma questi spazi non erano la mia casa e ho capito che se volevo partecipare, dovevo farlo nel mio Partito, ad ogni costo! Così nel PD ho vissuto un’appassionante campagna elettorale per le comunali nel 2012, tutti uniti, coesi, a proporsi alla Città con la fierezza di essere democratici! Ed è stato esaltante. Abbiamo perso, ma per qualche tempo il Partito ha seminato proposte, è stato presente in Città, ha cominciato a ricostruire i rapporti perduti con parte del suo elettorato.

E poi? E poi l’ho visto ricadere nei soliti meccanismi di arroccamento, consumarsi nella consueta autoreferenzialità e nei soliti personalismi, parlare con se stesso davanti allo specchio, piuttosto che alla Città.

E i nostri elettori? Ci siamo ricordati di loro solo alle primarie. E alle primarie gli elettori, invece di partecipare alla festa del Partito Democratico, hanno trovato un partito corrucciato e nervoso, preoccupato di raggiungere questo o quell’altro risultato sul territorio. Alle primarie? Dovrebbero essere la più limpida manifestazione di democrazia interna del nostro Partito, e invece si sono trasformate in nuove occasioni di conflittualità e correntismi. Le primarie! Che dovrebbero essere l’occasione per stringere, per rinsaldare i rapporti con i nostri elettori e invitarli nella casa democratica. E poi? Il nostro Partito è praticamente scomparso dall’orizzonte politico nocerino. Perché? Non lo so, davvero non lo so.

Poi un giorno di novembre ho partecipato a un incontro di #CambiaMenti. E cosa è questa #CambiaMenti? È un gruppo di nocerine e nocerini che si sono incontrati per sperimentare insieme un modo diverso di fare politica: sono iscritti, elettori e simpatizzanti del Partito Democratico, che si sono messi attorno a un tavolo, nessuno in cattedra ad impartire lezioni, e sul tavolo hanno messo questioni e temi di interesse per la nostra Città e per il nostro Partito. Decine di uomini e donne, che fino a quel momento avevano guardato al PD come passanti attraverso un vetro. Per ore, abbiamo parlato di programmi, di idee, di proposte, su questa e quell’altra questione. Ore interessanti, per riconciliarsi con la Politica. E da allora queste persone hanno continuato a riunirsi, a discutere, a proporre, aperti al contributo di chiunque voglia partecipare, senza cattedre, attorno a un tavolo, come dovrebbe essere il Partito Democratico.

E qualcosa abbiamo già raggiunto! Due esempi su tutti. Con alcune associazioni ambientaliste del territorio, abbiamo aperto un dibattito pubblico per migliorare il servizio di gestione dei rifiuti in Città. E poi con la nostra azione di impulso abbiamo contribuito alla decisione di fare della nostra Caserma Tofano un polo di eccellenza di rilievo regionale per la catalogazione, lo studio e la ricerca sui beni archeologici campani. Anzi, con la opportunità della Caserma Tofano, si sono aperti nuovi scenari di sviluppo locale. È importante che, sulla questione, sia al più presto aperto un dibattito pubblico in Città, coinvolgendo le associazioni e i cittadini attivi sul tema, affinché si sfrutti adeguatamente questa importantissima opportunità, che può diventare un volano di sviluppo del territorio. Noi riteniamo il dibattito pubblico, ampio ed aperto, lo strumento idoneo a trovare le migliori soluzioni. È l’intelligenza collettiva. Il pluralismo delle esperienze, la diversità delle competenze, nuovi e differenti punti di vista tutti convergenti su un obiettivo comune.

Comunque, da quel giorno di novembre e dalle riflessioni che sono continuate in questi mesi è venuto fuori il nostro progetto per la Città e per il PD, che intendiamo continuare a sviluppare nel Partito e nella Città.
Sono anni ormai che del nostro glorioso e ricco passato non restano che pessimi esempi di archeologia industriale. Chi ancora mira al rilancio industriale a Nocera non tiene conto delle attuali vocazioni del territorio, delle sue potenzialità e delle opportunità che potrebbero derivare dall’investimento massiccio e convinto in fattori immateriali dello sviluppo. Noi crediamo che Nocera abbia le risorse, e ora anche la possibilità concreta, per diventare un polo di eccellenza culturale e di qualità agro-alimentare. Abbiamo immaginato la creazione del sistema Agro-valley, il sostegno a filiere basate sulla produzione agroalimentare di qualità e sull’eccellenza culturale. Le realtà già consolidate messe a sistema e la promozione di nuove produzioni, per la creazione di un vero e proprio distretto della qualità. Finora le nostre aree produttive non sono state oggetto di vere e proprie “politiche industriali”. Occorre che siano riorganizzate nella prospettiva della creazione del sistema “Agro-valley”, promuovendo la filiera di servizi alle imprese del distretto. Parallelamente, il ruolo di Nocera/città sul territorio, che va sostenuto e ottimizzato, per noi è quello di polo di servizi alla cittadinanza dell’Agro, servizi culturali, formativi, giudiziari, sanitari. Il nostro progetto per Nocera è che diventi il centro direzionale dell’agro, per le imprese del distretto e per i cittadini.

È evidente che condizione necessaria per il successo di questa policy sia una vasta azione di risanamento ambientale, che concentri gli investimenti di tutti gli attori pubblici coinvolti, affinchè sia realmente efficace e soprattutto affinchè sia credibilmente rappresentata all’esterno. Il sistema AgroValley presuppone un ambiente sano e rispettato.
Con l’attuale scarsità di risorse a disposizione dei bilanci pubblici, le politiche per la tutela dell’ambiente sono considerate come un onere quasi insostenibile. L’obiettivo ormai è sopravvivere e garantire un livello minimo di servizi. Contemporaneamente, non si è avuto alcuno scrupolo a consumare suolo in nome di un rilancio economico che non abbiamo ancora visto. E così abbiamo stravolto il nostro territorio, che invece per noi è bene comune per eccellenza e risorsa assolutamente non rinnovabile!

E’ necessario un drastico cambio di rotta. Le politiche pubbliche, anche quelle economiche, devono fondarsi su un assioma: un ambiente e un territorio sano sono la principale precondizione per il nostro sviluppo. Nocera deve ripartire da questo. Per esempio, abbiamo censito una impressionante molteplicità di competenze pubbliche che insistono sul bacino del Fiume Sarno, rendendo frammentaria e inefficace ogni azione di controllo sulla qualità delle acque e salvaguardia dell’ambiente. Noi perseguiamo la concentrazione delle competenze in un unico Ente sul bacino del Sarno.

La nostra visione di Nocera (polo di servizi, eccellenza culturale e qualità agro-alimentare) richiede necessariamente un miglioramento della qualità della vita e dell’estetica cittadina. La Nocera che immaginiamo è più bella e più verde, più vivibile per i suoi abitanti e più attraente per tutti gli altri. La bellezza nella nostra Città non deve essere considerata un lusso, ma un altro passo nel nostro percorso virtuoso di sviluppo. Noi immaginiamo una Città intelligente, che sfrutti al meglio le risorse a disposizione e che diventi capoluogo dell’Agro non solo nelle parole e nelle intenzioni, ma per qualità della vita e per i servizi che è in grado di offrire sul territorio.
Non mi dilungo sul dettaglio delle proposte che CambiaMenti ha presentato in questi mesi (sul Palazzetto dello Sport, sulla tassazione locale, sui trasporti, sulle politiche sociali, sull’istruzione, sulle pari opportunità). La nostra elaborazione programmatica è continua e speriamo di avere l’opportunità di continuare insieme nel nostro Partito.

Grazie a CambiaMenti ora il PD nocerino potrà contare su nuovi iscritti, entusiasti di partecipare e di essere cittadini attivi. Sono sicura che in questa Città ci siano ancora centinaia di scettici, che prima di unirsi a noi hanno bisogno di capire se davvero siamo pronti ad accogliere la loro genuina voglia di partecipazione.

Questo intende fare CambiaMenti nel PD: spalancare le porte e lasciare entrare chiunque voglia dedicare il proprio tempo, le proprie competenze e le proprie energie alla comunità. Noi vogliamo che il PD nella nostra Città sia lo spazio politico di riferimento per l’attivismo cittadino, senza alcuna barriera culturale o ideologica! A Nocera stanno rifiorendo la mobilitazione spontanea e l’attivismo, con comitati su questo o quel tema di interesse. Ecco, noi crediamo che il PD a Nocera debba essere in grado di intercettare questa voglia di partecipazione e diventi il principale polo di attrazione per l’attivismo cittadino.
E come intendiamo ottenere questo risultato? Rendendo operativi nel

nostro circolo tre principi che poi sono nel DNA, anzi proprio nello Statuto del nostro partito: allargare quanto più possibile la platea di soggetti che prendono decisioni, eliminare ogni barriera fra il Partito e i suoi elettori e simpatizzanti, aprirci alla collaborazione con l’attivismo cittadino, anche quello fuori dal PD, anche con chi non la pensa come noi, per raggiungere obiettivi comuni.
In sostanza, noi intendiamo sperimentare nel Partito Democratico di Nocera Inferiore il metodo di elaborazione politico-programmatica che abbiamo già collaudato in #CambiaMenti. Il nostro non è un programma, è il racconto di quello che siamo e di quello che stiamo facendo da mesi! Ed è quello che secondo noi dovrebbe fare il PD a Nocera.

Per #CambiaMenti ogni decisione sulla vita interna del Partito deve essere sottoposta al voto degli iscritti e alla consultazione degli elettori (faccio due esempi su tutti, la scelta delle coalizioni in caso di elezioni locali e la scelta delle candidature per cui non sono già previste le primarie). Le scelte prese nelle stanze chiuse e piovute sulle nostre teste non sono nella nostra natura.

Riteniamo che i nostri iscritti e i nostri elettori debbano essere partecipi dell’indirizzo politico che i rappresentanti del PD portano avanti nelle istituzioni. Proponiamo la convocazione del Direttivo di Circolo prima dello svolgimento di ogni Consiglio comunale, affinché i rappresentanti del Partito Democratico illustrino l’Ordine del Giorno e informino sulle decisioni che intendono assumere al riguardo. In ogni caso, almeno ogni tre mesi i rappresentanti istituzionali del Partito Democratico dovrebbero incontrare gli iscritti e gli elettori e informarli sul loro operato.

“Il Partito Democratico è un partito federale costituito da elettori ed iscritti” così dice il nostro Statuto. E allora, i nostri elettori e i nostri iscritti devono essere coinvolti attivamente e sistematicamente nella nostra vita interna. Il PD che vogliamo non apre le sue porte agli elettori solo quando ci sono le campagne elettorali o le primarie, è ogni giorno la loro casa. Proponiamo la creazione di forum permanenti di discussione su Welfare, Sanità e Ambiente; Istruzione, legalità e senso civico; Smart City; Sviluppo economico, politiche di bilancio e attività produttive; Pari opportunità e coesione sociale; Politiche giovanili e culturali. Ciascun membro del direttivo sceglierà il proprio tema di interesse. I Forum saranno punti di ascolto per la società civile, seguiranno le proprie tematiche, coinvolgeranno associazioni, comitati e altre forme di mobilitazione della cittadinanza, elaboreranno proposte e organizzeranno eventi formativi e informativi. Le elettrici e gli elettori, e ovviamente gli iscritti, del Partito Democratico potranno prendere parte ai diversi Forum quali membri permanenti ed effettivi.

Il PD che vogliamo non è un posto attraente per chi ha bisogno di medaglie da appuntare al petto, perché non appunta medaglie ma premia la partecipazione. Noi proponiamo che la mancata e ingiustificata partecipazione di un membro del Direttivo per un anno consecutivo alle riunioni del Direttivo o del Forum di riferimento ne produca l’automatica decadenza, con scorrimento della lista di riferimento.
Il PD è il Partito che ogni giorno si mette in discussione e si rinnova, per migliorare se stesso.

Il PD è uno strano partito. Un po’ dottor Jekyll e Mister Hyde, come dice Fabrizio Barca nella relazione intermedia che ha presentato al Partito per l’indagine conoscitiva sui circoli romani, affidatagli dopo gli scandali di Mafia capitale. È il partito dove centinaia di cinesi vanno a votare alle primarie. Ma è sempre lo stesso partito che ha il coraggio di guardarsi in faccia e di ammettere pubblicamente che c’è qualcosa che non va, che deve cambiare. Che deve rinnovarsi.

Siamo tutti d’accordo che il Partito Democratico di Nocera Inferiore abbia bisogno di rinnovamento, è un concetto che ricorre in tutte le altre piattaforme programmatiche, a quanto ho potuto leggere.
Ma ci sono molti modi in cui si può rinnovare un partito.

Alcuni ritengono che il rinnovamento debba essere mantenuto nel solco della continuità col passato e soprattutto che il rinnovamento debba essere quanto più silenzioso e indolore possibile. Che il rinnovamento debba promanare da una sorta di patto tra generazioni di dirigenti di partito.
Noi invece pensiamo che il rinnovamento debba essere il prodotto del pluralismo e del confronto pubblico e trasparente tra idee. Dove per pluralismo intendiamo quello delle idee e non delle fazioni.
Altrimenti per noi non è rinnovamento, ma solo una staffetta con il passaggio del solito testimone.

Noi pensiamo che il nostro partito soffra da anni di meccanismi cristallizzati, ormai logorati dal tempo e dalle sconfitte elettorali. Queste cristallizzazioni ostacolano il PD, gli impediscono di evolversi e di crescere. Noi pensiamo che in queste condizioni, il nostro consenso e la nostra presenza in Città siano destinati ad andare ancora più a picco, sempre di più, inevitabilmente.

Ovviamente non credo sia un problema del Circolo di Nocera, riguarda anche tanti altri territori. Ma noi siamo qui ora. E qui noi intendiamo rompere gli schemi e crearne di nuovi. Il rinnovamento che immaginiamo non ha niente a che fare con le persone, non ha importanza chi lo attui ma che si attui, non ha niente a che fare con i nuovi che vogliono soppiantare i vecchi. E’ un rinnovamento che noi vogliamo, anzi pretendiamo, nei metodi dell’azione politica, nelle relazioni con gli elettori, con la comunità, con chi la pensa diversamente da noi. Finora abbiamo passato anni a rimirarci allo specchio e a chiedere chi fosse la più bella del reame. Noi invece vogliamo un partito con lo sguardo rivolto alla comunità, al futuro, alla società civile, ai nuovi linguaggi, ai nuovi bisogni, ai nuovi disagi. Un partito completamente proiettato sulla comunità.

Chiunque sia il segretario stasera, io spero che riuscirà a rinnovare davvero il PD, nel senso che intendiamo. In caso contrario, secondo me siamo destinati a vivere anni di insignificanza politica in questa Città.
Qualche Dedalo più esperto potrebbe pensare che dobbiamo stare attenti a non volare troppo alto. Che potremmo cadere. Noi rispondiamo che non siamo Icaro. Le nostre ali non sono tenute insieme con la cera. Sono ben salde sulle nostre spalle. E possiamo volare alto!